Attenzione! Potrebbero esserci degli spoiler (sia sul ciclo Milligan, che in misura minore su quello Morrison) intrusi nel testo qua sotto.
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| Effetti post-sbornia morrisoniana Animal Man #27 (Cover di Brian Bolland) |
Non certo un lavoro facile quello toccato a Peter Milligan quando nel 1990 gli venne affidata la testata di Animal Man col #27. Col numero precedente si era conclusa l'esplosiva run del suo connazionale Grant Morrison, in cui l'eroe dimenticato Buddy Baker veniva reso tridimensionale, dandogli una caratterizzazione consona al suo background e ai suoi poteri (vegetariano e animalista), ma specialmente nella quale lo scozzese impiantava i semi del suo futuro stile di scrittura, portando il protagonista a situazioni estreme, ai limiti della metafisica e sfociando nel meta-fumetto. Pur rimanendo sui binari impiantati come stile e caratterizzazioni da Morrison dell'eredità lasciatagli l'autore britannico praticamente ne fa piazza pulita e confeziona una mini di sei numeri perfettamente autosufficiente. Buddy si risveglia in un letto d'ospedale in seguito ad un coma, causatogli da un evento traumatico (non ci viene spiegato quale sia, ma con molta probabilità è la conseguenza di Deus Ex Machina e dell'incontro dell'eroe con il suo precedente autore), tuttavia il mondo in cui si ritrova gli risulta decisamente strano.
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| Regressione animale per il nostro eroe |
Dettagli fuori luogo, eventi storici sfasati, una famiglia con cui non riesce a conciliarsi, un atteggiamento sempre più bestiale e una giungla che talvolta compare nel bagno: sottili discrepanze che si insinuano nel cervello e gli fanno capire come non tutto quadri esattamente. Un disorientamento totale che lo accompagnerà, e insieme a lui il lettore, per tutto l'arco della storia. L'unico supporto morale gli verrà dato da Nowhere Man, un supereroe di bassa lega col corpo in continuo sfasamento molecolare e che parla attraverso il cut-up burroughsiano. Tra personaggi bizzari come l'Uomo Ipotetico o la Prima Pagina si arriva al culmine del breve ciclo: qui vengono tirate le fila della trama proponendo un'ottima chiusura per tutte le vicissitudini passate da A-Man.
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Nowhere Man
aka Molecularly Displaced Freak
aka Allovertheplace Man
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Tirando in ballo la fisica quantistica e con una geniale spiegazione del paradosso del gatto di Schrödinger attraverso l'utilizzo di una pizza coi peperoni (siamo pur sempre in una serie col protagonista animalista!) Milligan riesce a far quadrare il cerchio dando un finale sensato e coerente con gli indizi sparsi in precedenza.
Faccio davvero fatica ad apprezzare i disegni di Chas Truog, che firma cinque numeri su sei, ma bisogna dargli atto che certe espressioni facciali che disegna siano davvero d'impatto. Certo il confronto con il numero disegnato da un Steve Dillon in ottima forma, lontanissimo dagli abbozzi attuali, è decisamente impietoso.
Oltre ad essere riuscito a creare un ottimo seguito ad un instant classic come quello scritto da Morrison e ad aver tirato fuori dalla sua penna deliranti comprimari, degni della follia in voga in quegli anni, ritengo che il punto più alto in questa breve gestione di Milligan stia nell'ultimo numero Schrödinger's Pizza. In una manciata di pagine vengono spiegati in maniera breve, ma concisa e chiara concetti non certo alla portata di tutti. L'autore alza il tono della serie inserendoci per l'appunto argomenti di fisica accademica, ai limiti della pura speculazione teorica e allo stesso ne abbassa la difficoltà facendo in modo che risultino comprensibili a tutti.
Purtroppo non ho le competenze per parlare in maniera approfondita di queste cose e non voglio certo arrischiarmi a farlo, quindi per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento lascio un paio di link qua sotto.
Oltre ad essere riuscito a creare un ottimo seguito ad un instant classic come quello scritto da Morrison e ad aver tirato fuori dalla sua penna deliranti comprimari, degni della follia in voga in quegli anni, ritengo che il punto più alto in questa breve gestione di Milligan stia nell'ultimo numero Schrödinger's Pizza. In una manciata di pagine vengono spiegati in maniera breve, ma concisa e chiara concetti non certo alla portata di tutti. L'autore alza il tono della serie inserendoci per l'appunto argomenti di fisica accademica, ai limiti della pura speculazione teorica e allo stesso ne abbassa la difficoltà facendo in modo che risultino comprensibili a tutti.
Purtroppo non ho le competenze per parlare in maniera approfondita di queste cose e non voglio certo arrischiarmi a farlo, quindi per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento lascio un paio di link qua sotto.
-Max Tegmark, The interpretation of Quantum Mechanics: Many Worlds or many words?
-Michael C. Price's Everett FAQ – a clear FAQ-style presentation of the theory
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| La mitica pizza di Schrödinger: peperoni o no? Animal Man #32 (Cover di Brian Bolland) |




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